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Le due grandi feste patronali a Ragusa

La festa di S. Giorgio

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Ma passiamo alle due grandi feste che la popolazione ragusana organizza per festeggiare i propri santi protettori. Cronologicamente viene per prima la festa dell’antico patrono, San Giorgio, festeggiata nel quartiere barocco, ma sentita da ogni cittadino ragusano. La festa liturgica cade il 23 Aprile, giorno in cui si ricorda il martirio e la morte del Santo, e quel giorno vengono celebrate nella Chiesa Madre e nelle altre Chiese iblee Messe solenni in onore del Santo. Qualche settimana prima vengono scese dalle rispettive nicchie la Statua e l’Arca Santa che vengono esposte nella Chiesa Madre. La festa cittadina, che tanto attrae turisti da ogni parte per le sue caratteristiche, viene celebrata, generalmente l’ultimo fine settimana del mese di maggio (talvolta l'ultimo fine settimana della prima settimana di giugno). Già dal venerdì mattino si può partecipare alle sante messe e visitare la pesca di beneficenza e la fiera del dolce, organizzate da vari gruppi parrocchiali. Le vie principali di Ibla vengono addobbate con archi di luci colorate; inoltre, si riempiono di bancarelle e rivenditori di giocattoli, palloncini, dolciumi e mille altre cose. Nel tardo pomeriggio, dopo la messa vespertina inizia la processione con il simulacro del Santo (rappresentato a cavallo nell’atto di uccidere il drago, simbolo del male) e l’Arca Santa che contiene alcune reliquie di San Giorgio e di molti altri Santi. L’Arca Santa è un’urna molto grande, realizzata in argento e oro. Statua e urna vengono portate a spalla dai devoti per le vie della città accompagnate dal famoso Corpo Bandistico San Giorgio Città di Ragusa, la banda musicale cittadina, mentre fedeli, chierici e sacerdoti li precedono in una affollata processione. Spesso, presi dall’entusiasmo e dalla devozione, e rispettando un’antica tradizione, i portatori fanno “ballare” la statua, dando una sorta di movimento simile a una galoppata al grido di “ ‘Truonu viva” che significa “Viva il patrono”. La sera del venerdì l’urna viene lasciata nella chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, mentre il simulacro si ritira in una delle chiese della città (ogni anno è una parrocchia diversa che lo riceve). L’indomani, nuovamente in processione, la statua va “a riprendere” l’urna e insieme si ritirano nuovamente nella Chiesa Madre dalla quale usciranno per l’ultima volta la domenica, per la processione più lunga e che si sviluppa per tutto l'antico borgo. Le uscite e le ritirate sono segnate dallo sparo di fuochi d’artificio meravigliosi che per quasi un'ora, spesso unitamente a della musica, intrattengono la folla che partecipa alla festa. Intanto, nelle tre sere di festa, nella piazza principale del quartiere Ibla e nei giardini iblei, vengono realizzati spettacoli teatrali e musicali, concerti e mercatini. Molto particolari e caratteristici sono i “carri”: una processione nella processione”. Si tratta di una “sfilata” che purtroppo non si svolge cadenza annuale, e di tradizione molto antica, di gruppi di personaggi (molti a cavallo) che rappresentano il martirio, la morte e l’apoteosi del Santo e che precedono per le vie di Ibla la processione religiosa. Molto simile agli antichi paegents inglesi, palchi mobili utilizzati dagli inglesi per le rappresentazioni di drammi sacri, quella dei “carri” del martirio di San Giorgio è una rappresentazione efficace, perché fa subito risaltare il messaggio del Santo: vivere per Gesù Cristo; una rappresentazione molto bella, esteticamente e tecnicamente organizzata e curata.

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