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La storia di Ragusa


Ai Cabrera succedette la nobile famiglia degli Enriquez per mezzo del matrimonio tra Anna Cabrera (che aveva ereditato la contea) e Federico Enriquez con cui andò a vivere in Spagna. Fu un periodo di grande sviluppo. Altre famiglie salirono ai ranghi della nobiltà e, per mostrare il proprio prestigio, usavano far costruire Chiese, vicino i propri palazzi. Tra il 1500 e il 1600 si contano più di quaranta chiese.
11 gennaio 1693: una fortissima e violenta scossa di terremoto colpisce l’intera Sicilia orientale, radendo al suolo numerosi centri urbani. La Ragusa medievale giace così sotto le proprie rovine. Dopo il catastrofico sisma, che poco risparmiò della città e dei suoi abitanti, i ragusani superstiti si riunirono per decidere sulla ricostruzione della città. Vi fu una divisione: alcuni (le nobili famiglie e gli abitanti del luogo) volevano ricostruirla nel vecchio sito, altri (soprattutto i contadini della periferia e alcune famiglie in vista) volevano ricostruire Ragusa sul pendice del colle, in contrada Patro. Così furono ricostruite due Raguse: l’antica (attuale centro storico) e la nuova. Il motivo di tali divisioni era politico certamente, perché alcune famiglie nobili, volevano primeggiare rispetto alla vecchia nobiltà; ma anche motivi devozionali: la mai risolta questione tra sangiorgiari e sangiovannari. Nel 1695 si giunge così alla prima separazione della città di Ragusa in due comuni distinti. Le separazioni e le conseguenti riunificazioni saranno frequenti nella storia iblea. I secoli che seguirono, furono simili, dal punto di vista storico, alle altre città siciliane. Nel periodo fascista, era manifesta la volontà degli abitanti di Ragusa Alta, di ricevere la nomina a capoluogo di provincia. Ma ciò non era possibile in quanto, per avere tale nomina, occorrevano e un certo numero di abitanti, superiore a quello di altre città candidate per il titolo, e una tradizione storica, ma Ragusa Alta era stata fondata da appena due secoli. Al tempo era Modica la città che avrebbe potuto ottenere la qualifica a capoluogo di provincia, ma, mediante uno stratagemma, fu Ragusa ad ottenere l’ambito titolo: nel 1926, si ricorre alla riunificazione delle due Raguse, così, la parte più giovane assume tutte le caratteristiche di quella antica: il numero degli abitanti risulta essere di gran lunga maggiore e la tradizione storica viene acquisita anche dalla parte nuova. Così, nel 1927, Ragusa viene proclamata capoluogo di provincia, riappropriandosi del suo posto primario nella Sicilia sud-orientale dopo cinquecento anni. Ad essa, vennero annessi i seguenti comuni: Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria. Di Ragusa, fanno parte le frazioni di: Marina di Ragusa e S. Giacomo Bellocozzo.

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