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Gli strumenti finanziari

Cominciamo adesso a cercare di capire le terminologie che leggiamo nei vari prospetti o di cui sentiamo parlare in banca o, spesso, anche in TV o leggendo i vari contenuti dei social. Per agevolarti nella comprensione penso sia opportuno prima citare le parole del T.U.F. e successivamente spiegare con un linguaggio un po' più semplice.

Innanzitutto partiamo dai cosiddetti “strumenti finanziari”. Gli strumenti finanziari fanno parte della categoria dei “prodotti finanziari”.

Per "strumenti finanziari" si intendono (qui cito letteralmente il T.U.F.):

valori mobiliari (per “valori mobiliari” si intendono categorie di valori che possono essere negoziati nel mercato dei capitali):

  1. le azioni di società e altri titoli equivalenti ad azioni di società, di partnership o di altri soggetti e certificati di deposito azionario;
  2. obbligazioni e altri titoli di debito, compresi i certificati di deposito relativi a tali titoli;
  3. qualsiasi altro titolo normalmente negoziato che permette di acquisire o di vendere i valori mobiliari indicati alle precedenti lettere;
  4. qualsiasi altro titolo che comporta un regolamento in contanti determinato con riferimento ai valori mobiliari indicati alle precedenti lettere, a valute, a tassi di interesse, a rendimenti, a merci, a indici o a misure;

strumenti del mercato monetario;

quote di un organismo di investimento collettivo del risparmio;

contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», accordi per scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a valori mobiliari, valute, tassi di interesse o rendimenti, o ad altri strumenti derivati, indici finanziari o misure finanziarie che possono essere regolati con consegna fisica del sottostante o attraverso il pagamento di differenziali in contanti;

contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», accordi per scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento avviene attraverso il pagamento di differenziali in contanti o può avvenire in tal modo a discrezione di una delle parti, con esclusione dei casi in cui tale facoltà consegue a inadempimento o ad altro evento che determina la risoluzione del contratto;

contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap» e altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento può avvenire attraverso la consegna del sottostante e che sono negoziati su un mercato regolamentato e/o in un sistema multilaterale di negoziazione;

contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», contratti a termine («forward») e altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento può avvenire attraverso la consegna fisica del sottostante, diversi da quelli indicati alla lettera f), che non hanno scopi commerciali, e aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, considerando, tra l'altro, se sono compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono soggetti a regolari richiami di margini;

strumenti derivati per il trasferimento del rischio di credito;

contratti finanziari differenziali;

contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», contratti a termine sui tassi d'interesse e altri contratti derivati connessi a variabili climatiche, tariffe di trasporto, quote di emissione, tassi di inflazione o altre statistiche economiche ufficiali, il cui regolamento avviene attraverso il pagamento di differenziali in contanti o può avvenire in tal modo a discrezione di una delle parti, con esclusione dei casi in cui tale facoltà consegue a inadempimento o ad altro evento che determina la risoluzione del contratto, nonché altri contratti derivati connessi a beni, diritti, obblighi, indici e misure, diversi da quelli indicati alle lettere precedenti, aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, considerando, tra l'altro, se sono negoziati su un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione, se sono compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono soggetti a regolari richiami di margini.

Prima di procedere con la spiegazione dei termini appena incontrati relativamente a quello che sono gli strumenti finanziari, vorrei sottolineare una cosa molto importante che, nel corso della mia carriera in banca, ho notato non essere ben chiara a molti investitori. Si è usato poco sopra il termine di mercato regolamentato. Il mercato regolamentato è, per comprenderci meglio, molto più conosciuto con il termine di “Borsa”. Nel nostro caso, il mercato regolamentato italiano è detto, appunto, “Borsa italiana”. Già la parola regolamentato dovrebbe darci maggiori certezze rispetto a quello che viene, di contro definito, mercato non regolamentato. Per fare un esempio chiarificatore su tutti: il mercato interno della tua stessa banca. A molti sarà capitato di acquistare azioni della propria banca, magari una banca locale la quale non è quotata in Borsa. Le loro azioni vengono sempre presentate come le più sicure proprio perché non sono quotate in Borsa e, in realtà, è tutto l’opposto. Questo perché non c’è nessuno che regolamenti quelle azioni se non il Consiglio di Amministrazione della stessa Banca, il quale ha come obiettivo unico l’incremento degli utili (cioè i guadagni) della Banca stessa e non è detto che faccia qualche passo “falso” mettendo a rischio il tuo capitale, per esempio, decidendo di rimborsare a un valore inferiore il capitale investito in azioni (giusto per fare un esempio).

Nel caso di azioni di Banche (e non solo, ma anche aziende) quotate in Borsa, invece, ci sono delle regole da seguire che servono anche e soprattutto per tutelare gli investitori. Ci sono delle società di revisione, di controllo e di tutela che sono esterne alle aziende quotate.

Bene, ora possiamo andare avanti e cercare di capire cosa sono gli strumenti finanziari partendo da quelli definiti come “valori mobiliari”. In questa sede cercherò di dare una definizione più approfondita degli strumenti più conosciuti, limitandomi a dei cenni per alcuni degli altri.

Le azioni:

si tratta di valori mobiliari che rappresentano il capitale di rischio di un’azienda. Che sia una banca o una società che produce orologi non ha importanza, le azioni permettono a chi le acquista di entrare “come socio” nell’azienda. Cosa significa in poche parole? Che se compri un’azione sarai socio di quell’azienda per una percentuale espressa da quella singola azione. In qualità di socio parteciperai alla distribuzione degli utili (cioè i dividendi che ricevi annualmente o semestralmente) e, in caso le cose vadano male, anche al fallimento. Ora comprendi quanto sia rischioso acquistare azioni di una banca che non è quotata in Borsa? Chi la controlla? Chi decide il valore delle azioni? Chi ti dà sicurezza? Ci sono molti elementi da considerare prima di acquistare delle azioni e bisogna sempre mettere in conto tutta una serie di fattori. In questa parte della mia guida mi limito a dirti che le azioni sono degli strumenti acquistabili da chi ha un’alta propensione al rischio e un orizzonte temporale alquanto lungo (dove, per lungo, si intende almeno dieci anni);

Le obbligazioni:

dette anche titoli di debito, sono valori mobiliari che rappresentano il debito dell’azienda che le ha emesse. Già, proprio così. Quando acquisti un’obbligazione stai comprando il suo debito. È un po’ come se tu stessi “prestando” soldi a quella tale azienda la quale ti restituirà dopo un tempo X i tuoi soldi, corrispondendoti degli interessi periodici nel frattempo. Anche in questo caso è necessario capire che se acquisto un’obbligazione di un’azienda quotata in Borsa posso stare più tranquillo rispetto all’obbligazione acquistata da un’azienda che non è soggetta a determinati meccanismi, regolamenti e controlli. Tra le obbligazioni ci sono anche i titoli di Stato (BOT, BTP, CTZ, CCT), quindi, acquistare titoli di Stato, significa prestare soldi allo Stato. Le obbligazioni sono prodotti adatti a persone con una propensione al rischio media (a volte anche medio-alta) e un orizzonte temporale medio (medio-alto) ovvero, oltre i quattro-cinque e fino ai dieci anni.

Esistono diversi tipi di azioni e obbligazioni ma, perché tu memorizzi bene ogni singolo concetto, credo non sia il caso di menzionarle. Quello che oggi ti interessa è ricordare questo:

  • se compri azioni diventi socio partecipando al capitale di rischio dell’azienda da cui compri;
  • se compri obbligazioni stai prestando soldi o, meglio, stai acquistando il debito di un’azienda;

Strumenti del mercato monetario:

si tratta di titolo di debito (simili alle obbligazioni) che vengono emessi sia da aziende, che dallo Stato ed Enti Statali. Questo genere di strumenti hanno una durata inferiore ai dodici mesi (talvolta diciotto mesi). Hanno un rischio praticamente quasi nullo e hanno come funzione quella di finanziare nell’immediato l’azienda che li emette e, ovviamente, per te che ci metti i tuoi risparmi, di gestire la liquidità nel breve periodo. Un esempio di questi strumenti sono i Pronti Contro Termine, i Buoni del Tesoro e le Accettazioni Bancarie.

Quote di un organismo di investimento collettivo del risparmio (OICR):

si tratta di strumenti finanziari meglio conosciuti col nome di fondi comuni d’investimento. Un fondo comune di investimento è tecnicamente una “cassa comune” che viene costituita dal denaro che viene versato dagli investitori/risparmiatori e mediante cui vengono acquistati centinaia (se non migliaia) di tipologie di valori mobiliari (azioni, obbligazioni, titoli di Stato, ecc) la cui presenza e composizione è decisa dal cosiddetto “gestore” del fondo. La gestione è affidata a una Società di gestione del risparmio (SGR). Quindi, tramite la partecipazione con il proprio denaro al fondo comune, il risparmiatore ha la facoltà di comprare decine e decine di titoli che, altrimenti, non potrebbe acquistare. In questo modo si applica il concetto importantissimo di “diversificazione” che gli permette di approfittare dei vari momenti di mercato (ti parlerò nei capitoli a seguire della diversificazione).

Esistono diverse tipologie di fondi comuni (aperti, chiusi, ecc) le cui definizioni preferisco qui tralasciare. Quello che devi imparare maggiormente è cosa è un fondo comune e cosa rappresenta. Cosa è l’abbiamo appena detto, ma cosa rappresenta? Un fondo comune rappresenta l’economia reale. Ti spiego perché. Quando un gestore crea un fondo, decide (per farla semplice), quali valori mobiliari inserire e in che percentuale. Quindi studia attentamente le varie aziende presenti sul mercato (e sono milioni) e sceglie quelle che abbiano le caratteristiche che cerca (per esempio, stabilità, rendimento, alto rendimento, opportunità di crescita ecc). Ma di quali aziende stiamo parlando? Di aziende che devono ancora nascere e non esistono ancora? Di aziende di due secoli fa e che hanno già chiuso o, forse, stiamo parlando di tutte le aziende che al momento sono in “produzione”? Cioè, le aziende che creano oggi l’economia. Ecco perché un fondo (tanto più diversificato e tanti più titoli abbia al suo interno) rappresenta l’economia reale. Certo, ci sono poi fondi che sono molto settoriali e non rappresentano l’economia reale ma soltanto quella di una nicchia, ma la loro funzione e caratteristica non muta.

Altri strumenti:

per quanto riguarda gli altri strumenti nominati dal T.U.F. darò qui solo una definizione breve; mi limiterò a dirti che si tratta di strumenti validi, spesso utilizzati per creare vari prodotti dalle banche per aumentare le caratteristiche di un prodotto e le sue capacità di rendimento finale. Qualora ti inoltrassi in uno di quei termini (come swap, forward, opzioni, future, ecc) apri Internet e approfondisci se serve a fare più chiarezza.

Opzioni:

si tratta di contratti finanziari che permettono a chi le acquista di avere il diritto (esercitabile o meno) di acquistare una determinata attività finanziaria sottostante (tioli, valute ecc…) entro una data specificata nel contratto e a un determinato prezzo (strike price); esistono due tipi di contratti d’opzione: call e put. Le call permettono all’investitore di ricevere alla scadenza il sottostante (o corrispettivo in denaro) al prezzo stabilito nel contratto. Le put invece permettono la vendita, sempre alla data di scadenza, del sottostante al prezzo stabilito nel contratto. Il guadagno, in questo caso, si ottiene tra la differenza di prezzo al momento dell’acquisto dell’opzione e quello che si ottiene alla scadenza vendendo (put) o ricevendo (call) il sottostante.

Swap:

si tratta di operazioni finanziarie mediante le quali due controparti si impegnano a scambiarsi flussi monetari in entrata o in uscita e a fare l’operazione inversa a una data predeterminata alle medesime condizioni del primo scambio. Si tratta di strumenti abbastanza rischiosi.

Forward:

questo tipo di strumento è relativo al contratto tra due controparti che si impegnano a scambiarsi a una determinata scadenza e a un prezzo prefissato, un bene specifico. Non è quotato nel mercato.

Future:

i contratti future sono molto simili ai forward. Sono però negoziati nel mercato regolamentato (Borsa). Questo tipo di strumento è spesso usato per dare la cosiddetta “copertura al cambio”, ovvero, proteggere un determinato strumento dal rischio di cambio.

Per quanto riguarda la sezione relativa agli strumenti finanziari nominati dal T.U.F. mi fermo qui. Come hai potuto vedere tu stesso ho cercato di usare un linguaggio molto semplice e ho parlato maggiormente di quegli strumenti di cui spesso anche tu senti parlare non solo in banca, ma anche i tuoi amici, colleghi e conoscenti. Ho voluto dare una semplice definizione di altri strumenti che potresti incontrare in qualche proposta che potresti ricevere e ho tralasciato il resto, rimandandoti però sempre a una ricerca continua. Quando si tratta dei tuoi soldi, non lasciare mai nulla in mano al caso.

Si ricorda sempre che questi articoli non costituiscono consulenza (per la quale vi invito sempre a rivolgervi a un professionista abilitato) né possono essere utilizzate per compiere scelte finanziarie dirette. Consideratele come semplici informazioni per la vostra cultura in materia finanziaria.

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